John Barth – Giles Goat Boy & The Sot-weed Factory

Nel suo saggio del 1967, Literature of exhaustion, John Barth riflette sul caotico stato attuale della letteratura, citando in particolare come esempio positivo Borges, le cui opere Ficciones e Labyrinths mettono in discussione il concetto stesso di autore e di romanzo nonché di originalità della creazione artistica e di come quest’ultima viene recepita.

Temi senza dubbio pertinenti in un’epoca contraddistinta da esperimenti a volte sterili, ma importanti anche per introdurre le due opere più significative dello scrittore americano, The Sot-weed factory (1960) e Giles Ragazzo Capra (1966).

Ambedue, infatti, malgrado le profonde differenze di tempo e di luogo a livello di narrazione, condividono le medesime tensioni di un decennio ancora incerto tra strutturalismo – mitologia, linguaggio – e gli inizi della postmodernità – la morte dell’autore, l’inaffidabilità del testo.

john barth ragazzo capra

John Barth, l’autore di The Sot-weed factory e altri classici della letteratura americana

Il primo libro, The Sot-weed factory (Il coltivatore del Maryland), assume le forme di una sarcastica allegoria della narrativa epica e dell’età d’oro dell’esplorazione, al centro della quale c’e Ebenezer Cooke, un ingenuo studente inglese che folleggia di comporre un lungo poema ispirato ai classici del passato.

Lo attende una serie di disavventure nel Maryland, la scoperta dei manoscritti di Pocahontas, la perdita della verginità a cui è tenacemente attaccato. Disilluso, decide di trasformare il suo altisonante poema in una satira.

La fine dell’innocenza del protagonista e della storia americana, le cui edificanti origini vanno invece ricercate in un avventuriero come John Rolfe, coincidono con il crollo dell’idealismo letterario, inabile a rappresentare la verità in un mondo caotico, disseminato da una miriade di personaggi alla ricerca di una precisa identità.

L’universo di Giles Goat-boy (Giles Ragazzo Capra), pubblicato a sei anni di distanza, è estremamente simile: nel futuro la terra è diventata un’enorme università, suddivisa tra campus occidentale e orientale.

La fine della seconda riot, avvenuta con la cancellazione della mente di milioni di esseri umani da parte del mega computer WESCAC, ha lasciato i suoi abitanti nel disordine più assoluto e nell’incapacità di interpretare correttamente i testi dei Fondatori dell’università.

sot-weed factory

La prima pagina di Giles goat boy

L’unica speranza sembra essere il GILES, nato dal ventre del WESCAC ma sparito subito dopo la seconda riot. Un ragazzo di nome George, cresciuto come una capra dall’eminente scienziato Spielman, si convince di essere il GILES e comincia il suo viaggio per Laurearsi, sebbene il termine non abbia più significato.

Nessun punto cardine della civiltà occidentale è assente dall’interminabile trasfigurazione di John Barth: il cristianesimo (l’umanità in attesa di un messia ), il mito dell’eroe (il protagonista è un ragazzo capra che crede di essere il GILES), l’ideologia (satira della guerra fredda, dei nazisti, dei movimenti radicali dell’epoca), la tecnologia (che riduce tutto ad un acceso/spento), il Logos (il romanzo stesso è presentato come la testimonianza diretta del GILES, ma dall’introduzione si capisce che potrebbe essere stato il WESCAC a comporlo, manipolando la vera storia).

Il tutto naturalmente sotto l’egida della logica assurda del Pass all/Fail all di George, per il quale il vero modo per passare le prove richieste per Laurearsi è fallirle tutte.

Pubblicato originariamente su Players nel 2011.

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