Identità e mercato: Come sony ha perso il primato nell’industria

Sony a metà anni novanta conquistò il mercato con un modello che si basava su un marketing aggressivo,rapporti privilegiati con i rivenditori ed esclusive importanti che avevano, a differenza di quanto avveniva sulle console Nintendo e Sega, un ruolo primario piuttosto che integrativo e per questo attiravano particolarmente le software house. Un franchise come Final fantasy quindi non era più semplicemente un titolo di richiamo come lo era stato su Snes, ma anche e soprattutto un simbolo immediatamente associato a Playstation. Quest’ultima poi era da considerarsi un prodotto d’alta elettronica creato da uno dei leader del mercato, non semplice strumento per divertirsi. Ovviamente tale caratterizzazione adulta del medium non era del tutto nuova (almeno in occidente 3DO e CDI avevano già tentato un simile product placement), ma nell’insieme contribuì a creare un impero destinato a durare circa 10 anni (1994-2004, se considerate il DS la prima anomalia all’interno del paradigma dominante).

Nell’era delle comunità online,del casual gaming, e del tramonto del concetto classico di esclusiva, Sony sembra aver perso un’identità precisa da imporre alla propria utenza. Ps3 cerca di essere più completa possibile, puntando sulla quantità: c’e un servizio online gratuito ma è incompleto, ci sono quasi tutti i multipiattaforma, ma i risultati delle conversioni non sono sempre irresistibili, ci sono alcuni giochi destinati ad un’utenza hardcore come demon’s souls ma poche esclusive, ci sono le continuazioni degli esperimenti casual nati su ps2 come eyepet , ma loro penetrazione sul mercato è molto limitata.

I concorrenti di sony sembrano invece avere idee molto più chiare riguardo cosa offrire al loro pubblico. Microsoft, partendo dal live del primo xbox, ha sperimentato per anni un modello basato sullo stesso concetto delle comunità di massa, in particolare MMRPG e Facebook, che gli consentito di fidelizzare la clientela nonostante l’online a pagamento, la scarsa qualità costruttiva dei primi modelli della console, e la cattiva fama della console precedente. Un titolo come Halo vende prima di tutto perchè beneficia del marketing complessivo della console, non della pubblicità che riguarda il gioco stesso, in quanto non si tratta altro che un semplice prodotto della famiglia Xbox360, di cui puoi far parte pagando l’esclusivo abbonamento Gold. Nintendo ha invece espanso ancora di più il mercato, concludendo in un certo senso l’operazione iniziata da sony a metà anni 90, ma anche ritornando al suo vecchio concetto di family entertainment (famicom). Ed ha ancora in parte il supporto delle vecchie generazioni, convinte come 25 anni fa che Nintendo sia sempre la migliore e che qualsiasi iterazione dei loro franchise principali più famosi sia sempre genuino e degno di attenzione. Eppure la rivoluzione della casa di osaka sembra andare ben oltre rispetto a titoli come Wii Fit e Wii play: In un certo senso le loro ultime console hanno ristabilito il primato del sistema di controllo rispetto al concept, un’idea destinata probabilmente a influenzare pesantemente l’industria dei prossimi anni, in quanto l’interazione fisica rappresenta da sempre una delle barriere più grandi per un pubblico abituato al massimo ad usare il telecomando.

Il caso di HOME è emblematico per capire quanto sony sia ormai lontana dall’attuale consenso. Progettato all’epoca della crazy di Second Life, HOME è uscito nel 2008, quando ormai l’utenza di SL si era spostata su Facebook e Twitter. E altrettanto significativa è l’introduzione in corsa di funzionalità presenti fin dall’inizio su xbox 360 come i trofei e la XMB accessibile in-game. Segni chiari che La casa giapponese tentava disperatamente di rincorrere i concorrenti, una posizione sempre rischiosa all’interno di un business dispendioso come la Ps3.

Quale futuro quindi per sony ? La creazione di un nuovo paradigma ? Un modello che riprenda i concorrenti fino ad offrire i loro stessi servizi ? un inevitabile declino ? Staremo a vedere.

Originariamente pubblicato nel 2009

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